Ieri pomeriggio è stato uno dei migliori pomeriggi della mia vita. E come spesso accade è nato da qualcosa di molto semplice. Non è necessario strafare per provare benessere. Su questo concetto dovrei aprire mille parentesi riguardo alla nostra attuale società e quant'altro ma le lascio per un altro momento. Tornando a ieri... ieri pomeriggio ho accompagnato un mio amico alla ricerca di regali per la fidanzata. Prima siamo andati in un negozio di abbigliamento assolutamente delizioso, Camera 17, dove mi sono prestata a fare la modella per azzeccare la taglia di una maglia che si sa... se la tua base è a Oslo, tornare a cambiare una maglia a Torino presenta le sue difficoltà. E fare la modella è sempre gratificante quindi una si presta anche volentieri. Compiuta la missione maglia abbiamo passeggiato per via Roma, siamo entrati in vari negozi, abbiamo chiacchierato e riso tanto, davvero tanto. Siamo poi finiti alla Feltrinelli perchè lui, dopo averle comprato i cioccolatini, era alla ricerca di un libro per aiutarla a migliorare il suo italiano. E lì è successo, lì mi sono commossa. Di sabato pomeriggio nella libreria affollata, di fronte alla scala mi si sono velati gli occhi di lacrime ed è iniziato un pianto sussurrato. Il mio amico, che sa, come dimostrato test scientifici, che abbracciare una persona che sta per diventare qualcosa di molto simile alla fontana di Trevi rischia di innescare appunto lo scoppio del pianto a dirotto mi ha prontamente messo una mano sulla spalla per rassicurarmi, mentre io mi scusavo ma mi aveva proprio fatto commuovere. Mi sono commossa perchè ho davvero visto l'essenza dell'amore. Il desiderio di rendere la persona che ami felice, di soddisfare i suoi desideri, di prestare attenzione alle sue esigenze, dedicandole un intero pomeriggio dopo aver osservato, pensato e capito che cosa la rende felice. E adoperandoti perchè questo accada. Così sì, mi sono commossa a vedere tutto questo, a vedere un amore maturo, adulto, autentico, che non ha bisogno di giochini, mezze verità o sterili bugie. E mi sono rammaricata nel guardare me stessa e nel vedere tutto ciò che mi sono fatta mancare. Noi donne siamo stupide, pensiamo che le briciole possano essere abbastanza ma le briciole bastano per le formiche e noi non siamo formiche. Per quanto possiamo dimagrire e ridurci pelle e ossa in nome di una società che ci vuole magre a ogni costo, saremo sempre più grandi delle formiche.
Questa sera nello spettacolo teatrale che ho visto ho sentito una frase che ben sintetizza i meccanismi che regolano molte coppie, la frase più o meno era questa: "Lui si comporta sempre da stronzo, poi una volta fa un sorriso e sembra sia avvenuta la moltiplicazione dei pani e dei pesci". Già. E una è cretina e si aggrappa a quel sorriso senza calcolare tutto ciò che circonda quel sorriso. Non credo che gli altri ti trattino bene perchè tu li tratti di merda. Insomma, credo che il vecchio adagio "in amor vince chi fugge" sia vero solo fino ai 17 anni in generale e poi resti vero solo per chi ha una forte componente autolesionista. Se una persona non c'è mai emotivamente, non si prende cura di te, non ti illumina i giorni, non ha senso che stia nella tua vita. Credo invece che alcune cose, quelle belle, avvengono quando pensi di meritartele. Quando la tua autostima è a un livello sufficiente da permetterti di capire che non sei una formica.
La serenità è qualcosa che riguarda noi stessi, la nostra interiorità, il nostro equilibrio e non dovrebbe abbandonarci mai, ma la felicità è un'altra cosa. Per quella che è la mia esperienza la felicità nasce dalla condivisione, è difficile che tu sia felice quando sei da solo, puoi essere sereno, in pace con te stesso, contento della tua esistenza e grato ma la felicità la vivi con gli altri. Credo che ci siano poche cose belle come rendere felice chi ami, vedere che un tuo gesto gli illumina gli occhi, vedere il tuo amore riflesso nei suoi. Non c'è niente di più bello di donare se stessi, la propria attenzione, la propria cura al prossimo. E perchè questo accada, perchè qualcuno ci doni se stesso, bisogna davvero pensare di meritarselo.
Ringrazio il mio amico per ciò che mi ha mostrato, per avermi regalato un attimo di commozione e di autentica consapevolezza alla Feltrinelli. Dove una volta c'era Ricordi, ci tengo a sottolinearlo.

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